Un protagonista della cultura meridionale: Gerardo Marotta

 

Gerardo Marotta veniva da lontano ed andava lontano: negli anni cinquanta, nella Napoli laurina, brillante studente di giurisprudenza e già conoscitore del pensiero di Hegel, di Marx, della Sinistra Hegeliana, aveva fatto parte del “Gruppo Gramsci”, un’interessante esperienza politica con cui alcuni militanti del Partito Comunista Italiano tentavano di comprendere lo sviluppo del Mezzogiorno d’Italia in maniera eterodossa rispetto all’impostazione del partito. Poi, per anni, era stato un grande avvocato napoletano sino a quando, nel 1975, con alcune personalità, prime tra tutte Elena Croce, non si arrivò alla fondazione dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici.

La metà degli anni settanta costituisce un passaggio centrale nella storia del nostro Paese. Grandi speranze di cambiamento spingevano verso nuovi equilibri politici ma presto sarebbe cominciato un declino complessivo, l’epoca dell’impegno e la prospettiva della trasformazione sociale sarebbero state sostituite da quella che sociologicamente si può definire la “modernizzazione senza sviluppo”, soprattutto nel Sud del Paese. Sarebbe cominciata la politica del deficit spending che favoriva gli investimenti pubblici ma rafforzava, al contempo, il malaffare e la corruzione, trasformandoli in elementi sistemici della nostra società.

In questo scenario un potente antidoto e quasi qualcosa di visionario rappresentò lo sviluppo dell’Istituto. Concepito come centro di ricerca, umanistica e scientifica; sostenuto da una grande biblioteca; funzionale ad ospitare a Napoli studiosi e ricercatori, italiani ed internazionali, permettendo ai giovani ed ai meno giovani di frequentare seminari e convegni di grande levatura ed incontrare personalità di fama internazionale; attivo nella costruzione di un fittissimo calendario di iniziative culturali per diffondere temi e contenuti di alto livello in tutto il Mezzogiorno.

Su quest’approccio Gerardo Marotta, coadiuvato da persone di grande valore come Antonio Gargano, sino all’anno scorso segretario generale dell’Istituto, impegnò tutti i suoi beni, sopperendo agli impegni che le Istituzioni assumevano e non mantenevano, spingendo, direi con la forza dell’esempio, molti giovani e meno giovani intellettuali a prestare la loro opera ed il loro ingegno.

Personalmente ho avuto l’onore ed il piacere molte volte di collaborare con l’Istituto ma voglio ricordare in particolare i due grandi cicli di seminari che organizzammo assieme, Istituto e Sezione Campania dell’AIB, Associazione Italiana Biblioteche, nel biennio 1988/1989: il primo dedicato dal libro antico nelle sue varie declinazioni, il secondo al ruolo delle biblioteche nella storia dell’Italia moderna a partire dall’unificazione.1 I temi trattati, la sequenza degli ospiti, anche internazionali, fecero di quei seminari un appuntamento importante in quei due anni non solo per biblioteche e per bibliotecari e restano nei ricordi di chi vi ha partecipato come un’esperienza di grande valore.

Mi piace ricordare questa collaborazione proprio quando, dopo la morte di Marotta si ripropone con forza e direi con drammaticità il tema del salvataggio della grande biblioteca dell’Istituto su cui da anni sono, con molti amici, in prima fila ma su cui da anni scontiamo l’inerzia o il “falso movimento” dei molti interlocutori istituzionali. Ci sarà tempo, negli anni a venire, per continuare a rendere omaggio nelle forme dovute a Gerardo Marotta, alla sua generosità, alla sua liberalità, al suo umanesimo integrale. Oggi è il tempo per tutte le forze vive della società meridionale di evitare la dispersione, salvaguardare e rilanciare, a partire dalla biblioteca, la ricchezza straordinaria rappresentata per il nostro Paese dell’esperienza dell’Istituto.

1 Metodi e ricerche per lo studio del libro antico. 30 settembre-10 dicembre 1988 in Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, Anno Accademico 1988-1989, Programmi, p. 95-96. Biblioteche e Vita civile nell’Italia moderna, 13 ottobre-16 dicembre 1989, in Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, Anno Accademico 1989-1990, Programmi, p.94-95.

di Ferruccio Diozzi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *