Corporea: un museo interattivo del corpo umano, una nuova risorsa per la cultura meridionale, di Ferruccio Diozzi.

L’inaugurazione di Corporea, museo interattivo del corpo umano, avvenuta ieri sera a Napoli a Città della Scienza, rappresenta un’altra tappa importante in un possibile percorso di rilancio del Meridione d’Italia e di tutto il Paese.

Sono note le drammatiche vicende che portarono, nella notte del 4 marzo del 2013, alla distruzione della magnifica Fonderia Borbonica che, opportunamente ristrutturata anni prima, aveva ospitato il primo grande edificio della “Città della Scienza”, lo Science Centre. In una notte un incendio doloso cassava anni di sforzi e di attività e sembrava avviare tutto il progetto di Città della Scienza ad un’ inarrestabile decadenza. Non fu così: con una reazione generale, non solo napoletana (ricordo di avere partecipato ad un’affollata assemblea casertana a tutela di Città della Scienza e di altri luoghi della cultura allora in pericolo come la Reggia di Carditello), la battaglia per la ricostruzione dello Science Centre divenne un elemento di interesse generale che aiutò, non poco, anche la pronta reazione delle istituzioni, a partire dallo stanziamento delle risorse necessarie per la progettazione e la ricostruzione dell’edificio.

Nel frattempo andava avanti, sul lato opposto della strada di Coroglio, il progetto Corporea: immaginato già diversi anni prima, si voleva dotare la Città della Scienza di un modernissimo “museo del corpo umano” che, con la collaborazione determinante di medici e scienziati della vita, avrebbe costruito, attraverso soluzioni architettoniche e tecnologiche innovative, percorsi di conoscenza della nostra più importante risorsa e sostenuto paradigmi finalizzati alla prevenzione, alla salute e, più in generale, al miglioramento della qualità della vita.

Malgrado le enormi difficoltà determinate dalla distruzione dello Science Centre, Corporea è andata avanti: grazie alla ferma determinazione dei responsabili e dei lavoratori di Città della Scienza, a partire dal suo presidente Vittorio Silvestrini, grazie alla collaborazione istituzionale, grazie all’ottima interazione con gli operatori economici e finanziari, passo dopo passo, anno dopo anno, il progetto ha raggiunto il traguardo ed è, da oggi 5 marzo 2017, attivo. L’anno scorso fu completato ed inaugurato l’edificio, opera di Massimo Pica Ciamarra e dei suoi collaboratori, ieri sera sono stati presentati gli exhibit scientifici e così ogni 4 marzo, in risposta all’azione criminale del 2013, si è andato avanti.

Napoli, la Campania, l’Italia hanno quindi un nuovo, importante strumento di divulgazione scientifica e culturale in questo caso orientato a sostenere il miglioramento della qualità della vita ed a facilitare, attraverso la conoscenza scientifica, i percorsi di prevenzione e cura. Un altro elemento attivo di diffusione della cultura che sarà anche un volano: per le altre iniziative di Città della Scienza, a partire dal completamento della ricostruzione dello Science Centre, annunciata dal segretario generale della Fondazione IDIS Vincenzo Lipardi per il 2020, per tutti gli sviluppi positivi dell’area di Bagnoli.

Questi elementi danno carne e sangue al discorso che il prof. Silvestrini ha ieri sera pronunciato presentando la nuova realizzazione, un discorso che condivido profondamente: la realtà odierna, questa terribile ed intricata realtà, non solo italiana, non può che abbandonare il modello del liberismo selvaggio e deve tornare ad investire sulla cultura, mettendo al servizio delle comunità la scienza, la conoscenza ed i metodi che ne derivano. E’ questa la vera, unica strada per la ripresa.

Ferruccio Diozzi.

One thought on “Corporea: un museo interattivo del corpo umano, una nuova risorsa per la cultura meridionale, di Ferruccio Diozzi.

  1. Sono veramente contento di questa nuova realtà volua fermamente da Silvestrini. Mi auguro che il professore abbia ben seminati perchè vi è da chiedersi come sarà il dopo Silvestrini, uomo impareggiabile per creatività e spirito imprendotoriale, due cose che spesso non vanno a braccetto! Bravo professore! Ad majora!

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