Ascensore inclinato pubblico a Furore, sulla costiera amalfitana

L’ Amministrazione Comunale di Furore, paese tra Positano ed Amalfi, in costiera amalfitana, ha determinato, in un programma più ampio di risoluzione delle problematiche connesse con la politica del territorio, la riqualificazione urbana  e il miglioramento dell’efficienza e della qualità dei servizi offerti ai cittadini e al turismo, di realizzare un sistema moderno ed efficiente di collegamento del Fiordo con l’area di Portella (posta a quota + 156 metri  s.l.m.; attualmente i due punti sono collegati con un sistema di scale nella roccia di circa mille pedate) al fine di decongestionare il  traffico veicolare (flussi turistici e pendolari  provenienti con le autovetture e con i pullman turistici attraverso la statale 145 amalfitana ) che si verifica con particolare intensità nel periodo estivo e collegare il centro abitato con il Fiordo. Con tale visione politica nasce il progetto generale che ha previsto il riassetto della rete stradale e l’aggiornamento del piano urbano Parcheggi attraverso un sistema di ulteriore interscambio con navette interne alla città. Nell’ambito del progetto è stato previsto il tracciato dell’impianto che nasce  dall’esigenza di ridurre al minimo l’impatto paesaggistico consentendo il collegamento obliquo con la quota del mare.; l’opera avrà una lunghezza lungo il filo superiore della via di corsa di circa 300 metri, dei quali i primi 240 in galleria inclinata (1° tratto), ed i successivi 60 metri fuori terra (2° tratto).

Infatti, come è noto, tra il centro abitato e la quota del mare esiste un notevole dislivello,  dovuto al repentino salto di quota esistente per la presenza del costone roccioso aggettante sul mare.

Il dislivello esistente, pari  a circa metri  156 , viene superato attraverso la realizzazione di un sistema ettometrico con una cabina panoramica, tutta in vetro speciale di sicurezza, dotata di aria condizionata, che si muove lungo travi in acciaio parallele aventi funzione di via di corsa fino  al punto di uscita all’esterno della montagna  ed  ubicato in prossimità del Fiordo.

L’opera in oggetto consiste in un ascensore inclinato per il trasporto pubblico a Furore dal Fiordo (circa quota 30 m. s.l.m., coincidente praticamente con la quota della statale Amalfitana, alla località Portella,  (circa quota 160 m  s.l.m.).

Il tracciato prevede un dislivello di circa 130 metri raggiunto attraverso una inclinazione fissa di circa 26°. E’ prevista la realizzazione di due stazioni, di partenza/arrivo. La stazione di partenza inferiore è situata in prossimità delle scale di partenza, ricavata interamente nella roccia (ciò per evitare modificazioni paesaggistiche) con ampia zona di sbarco sia all’interno della roccia che nella terrazza antistante lasciata inalterata; mentre la stazione alta è prevista mediante un allargamento del piazzale terminale della Portella antistante il depuratore.

Il profilo altimetrico del versante lungo il tracciato dell’impianto unito all’esigenza di ridurre al minimo l’impatto paesaggistico hanno fatto si che l’opera abbia una lunghezza lungo il filo superiore della via di corsa sia di circa 300 metri, dei quali i primi circa 240 in galleria inclinata (1° tratto), ed i successivi circa 60 metri fuori terra (2° tratto).

L’ ascensore è costituito da una cabina panoramica, tutta in vetro speciale di sicurezza, dotata di aria condizionata, che si muove lungo travi in acciaio parallele aventi funzione di via di corsa; le travi collegate attraverso opportune tralicciature, supportano con schema di mensola laterale le scale di servizio e poggiano, nei tratti fuori terra, con luci intorno ai 10 metri, su stilate metalliche incernierate a terra. La cabina ovviamente sarà progettata per mantenere sempre il pavimento in posizione orizzontale. Il contrappeso viaggia lungo la stessa via di corsa in senso contrario, ma nella parte sottostante la cabina. L’ascensore inclinato potrà essere dotato, se necessario, di doppio accesso frontale, sia per favorire l’afflusso ed il deflusso in fase di entrata/uscita, sia per favorire il movimento di persone, dotate di handicap, in carrozzella.

La velocità di percorrenza sarà pari a 4 m/s, per cui il tempo di percorrenza tra le due stazioni è pari a circa 80 secondi.

Il primo tratto sarà totalmente in galleria che dovrà realizzarsi mediante scavo nella roccia. La galleria avrà lunghezza di circa 240 metri e luce pari a circa 4,00 m (L) x 4,00 (H). Dall’analisi preliminare della natura delle rocce presenti nella zona interessata si deduce che  non si dovrà ricorrere, se non in piccoli punti ad opere di consolidamento strutturale. Anche il percorso costituito da travature in acciaio del tipo HE, sarà ammorsato direttamente su piccoli plinti fissati con micropali alla roccia sottostante. La galleria apparirà quindi alla vista dei passeggeri come un tunnel ovviamente illuminato lungo tutto il percorso.

Il secondo tratto totalmente fuori terra sarà costituito da travature parallele HE (vie di corsa) appoggiate ed ammorsate a stilate in acciaio zincato, a loro volta bloccate al piede su plinti in c.a. fissati con micropali nella roccia. Il tratto prevede anch’esso la scala di servizio protette da ringhiere. Le stazioni di arrivo/partenza sono concepite per ridurre al minimo l’impatto ambientale e paesaggistico.

Quella di valle sarà ricavata interamente nella roccia aprendo un varco al di sotto della scalinata che dalla statale sale verso Furore.

La stazione di valle sarà dotata di servizi di biglietteria automatica, di BAR, di Infopoint turistici e di bagni. L’accesso all’ascensore sarà regolato da tornelli. Anche la zona antistante l’accesso alla stazione sarà risistemata  e resa accogliente per l’attesa dei turisti e dei viaggiatori in generale.

La stazione a monte sarà realizzata su una nuova superficie costruita in estensione dell’attuale piazzale antistante la zona del depuratore. Anche in tal caso l’impatto sarà minimo. Anche a monte saranno presenti i servizi di biglietteria automatica ed i servizi igienici e saranno installati tornelli.

Il locale macchinario sarà realizzato al di sotto della piattaforma della stazione a monte con accesso dall’attuale scala che porta al fiordo. La struttura essendo sottoposta al livello della strada non avrà alcun impatto paesaggistico.

Siccome trattasi di impianto pubblico occorre dotarlo dei seguenti impianti ausiliari:

–           impianto di telesorveglianza nelle stazioni, sulle vie di corsa ed in cabina

–           impianto di telesoccorso in cabina

–           impianto di rilevazione incendio nella galleria e nella stazione a valle.

Il controllo a distanza degli impianti suddetti deve essere attivo durante tutte le ore di esercizio dell’ impianto. I progetti di trasporto verticale di tale complessità possono essere affrontati con interventi             multidisciplinari che prevedono, nella fase di fattibilità ed in quella progettuale successiva,    competenze diversificate E’ importante disporre di competenza di:

a) ingegneria  ascensoristica (propria del settore ascensorisitico)

b) ingegneria edile e strutturale,

c) architettura e paesaggistica,

d) geologia e geotecnica.

Infatti una delle “barriere” all’ingresso    nel settore del trasporto verticale “non tradizionale” (come ad esempio ascensori inclinati,  ascensori di forma particolare, ascensori con percorsi misti, orizzontali, inclinati e verticali,   ecc), è proprio la mancanza di gruppi di professionisti che possono risolvere il problema a 360 gradi.   Occorre anche dire che con l’avvento del “nuovo approccio” europeo, si   assisterà sempre di più a realizzazioni “speciali” che possono anche sconfinare dalle norme  armonizzate, che saranno sostituite/integrate con la valutazione dei rischi.  Si potrà dare    pertanto “libero sfogo” a molte idee sino ad oggi tenute nel cassetto da parte di architetti e  progettisti. Questa attività multidisciplinare va sotto il nome di “Ingegneria del Trasporto  verticale”. Il gruppo di lavoro che si è occupato dell’intervento di Furore, descritto in questo   articolo, è infatti composto oltre che da me, ingegnere esperto di ascensori, da un ingegnere       strutturista e da due architetti (un paesaggista ed uno da arredi interni/esterni). L’Ufficio        Tecnico del Comune di Furore ha potuto pertanto relazionarsi con un gruppo  interdisciplinare che si è fatto carico dell’intero progetto. Nella foto  si viene evidenziata la zona in cui la tratta viene scelta e sviluppata.

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