Una biblioteca bruciata: spunti per un ragionamento

Ferruccio Diozzi

Una biblioteca bruciata: spunti per un ragionamento

L’altra sera a Genova ignoti vandali sono penetrati nei locali della Biblioteca Civica Saffi, hanno accatastato libri al suo ingresso e vi hanno dato fuoco, lasciando biglietti inneggianti alla Jihad. Ho avuto la notizia dal mio caro amico Francesco Langella, presidente della Sezione Liguria dell’Associazione Italiana Biblioteche che ci informato attraverso Facebook e che, come è nel suo costume, sta conducendo una campagna di condanna del gesto odioso ma anche di sostegno attivo alla struttura bibliotecaria colpita (i danni sono gravi e, da quanto si apprende, per i prossimi tempi la biblioteca potrà funzionare in maniera molto ridotta).

Il fatto offre l’occasione per formulare due riflessioni, una relativa alla necessità di sostenere le nostre biblioteche, l’altra ai modi migliori di fronteggiare un gesto così odioso, entrambi elementi fondamentali di un ampliamento della capacità critica della nostra società.

Sul primo punto è sotto gli occhi di tutti un paesaggio nazionale straordinariamente uniforme: certo la tradizione civica e di lettura pubblica è molto più radicata nel Centro-nord del Paese che nell’Italia meridionale ma le risorse disponibili per questi “istituti della democrazia” sono costantemente calate in questi anni. Qualche osservatore non malevolo potrebbe affermare che le biblioteche hanno scarso appeal e come tale, in una politica generale dei beni culturali, sono destinate ad assumere da sempre, assieme agli archivi, il ruolo dei parenti poveri. L’osservatore non malevolo si ricrederà però di fronte all’evidenza che anche i beni artistici e storici di grande rilevanza non riescono a superare una certa “soglia di sbarramento” e si arriva al paradosso che collezioni uniche come quelle del Museo Campano di Capua corrono il serio rischio di essere disfatte. Ne consegue che il sistema nazionale dei beni culturali segue le dinamiche critiche che caratterizzano il territorio: entrambi belli e ricchi, entrambi deboli di fronte al non previsto, agli infortuni provocati dal maltempo o, come nel caso di Genova, dal vandalismo o peggio.

Si arriva così alla seconda riflessione: ho troppo rispetto per le religioni per farmi intrappolare nella convinzione, ormai molto diffusa, dell’impossibilità della convivenza tra le diverse fedi e dell’inevitabile scontro di civiltà. E’ pur vero che le firme lasciate nel rogo della Biblioteca Saffi, se confermate dalle indagini degli inquirenti, non vanno sottovalutate ma contrastate con l’intelligenza. Proviamo, per esempio, a leggere un articolo di Maurizio Montanari pubblicato sull’ultimo numero di “Micromega”, in cui l’autore conduce un’ efficace analisi della religioni usate come veicolo per dare

sfogo e forma a pulsioni umane violente ed ancestrali che cercano in aggregazioni religiose o parareligiose, e nei codici sociali da queste condivisi (l’Isis oggi, Al Qaida prima), uno sbocco per uscire dalle profondità e dare un senso, ancorché tragico, a vite banali e spesso disturbate, dedicate in gran parte alla ruminazione dell’odio.”1

Pulsioni violente e pulsioni umane che provocano danni alle cose (basti vedere cosa è accaduto alle regioni che sono state per pochi anni sotto il dominio del cosiddetto Stato Islamico) e, soprattutto, alle persone e qui, purtroppo, il conto delle vittime, non solo di quelle occidentali naturalmente, è ormai un macabro, lunghissimo elenco. Tale patologia si debella soprattutto con le armi della critica perché occorre avere una fortissima capacità di interpretazione del mondo presente, capacità che spesso vediamo fortemente indebolita. E per questo ogni biblioteca, ogni istituto di cultura, che fanno parte di una gigantesca rete, devono funzionare al meglio possibile e svolgere un ruolo di sostegno logico e razionale ad una società ed a cittadini che, di fronte alle minacce interne ed esterne, hanno bisogno di rafforzare le proprie capacità conoscitive e critiche.

1 Maurizio Montanari, In nome di chi? Analisi clinica del terrorismo religioso, “Micromega”, 2017,

<http://temi.repubblica.it/micromega-online/in-nome-di-chi-analisi-clinica-del-terrorismo-religioso/>

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