Ancora su Città della Scienza

I soci di “Amici di Città della Scienza”, associazione senza scopo di lucro nata per sostenere, in maniera indipendente, la missione e lo sviluppo di Città della Scienza, richiamano, ancora una volta, l’attenzione sul futuro della Fondazione IDIS Città della Scienza.
Seguendo le mille difficoltà che la Fondazione sta fronteggiando da un tempo davvero troppo lungo, è importante sottolineare, innanzitutto, che la continuità delle attività sia un fattore ancora estremamente positivo. Tale fattore è però “accerchiato” da enormi criticità. Ci si riferisce, in particolare:
alla gestione commissariale da parte della Regione Campania, richiesta dallo stesso prof. Silvestrini nell’autunno passato, gestione che non può logicamente protrarsi all’infinito;
alle criticità finanziarie cui dovrà essere data una risposta in qualche modo;
alla mancata corresponsione di diversi stipendi ai lavoratori in forza che continuano, tuttavia, a prestare la loro opera.
Non occorre essere un esperto di strutture organizzative, pubbliche o private che siano, per capire come questi fattori giochino un ruolo determinante nel progressivo deteriorarsi della situazione.
Occorre anche notare, e lo si fa con la serenità di un’associazione indipendente, come siano del tutto assenti l’entusiasmo e la motivazione che società civile, istituzioni, forze politiche di diverso segno, avevano mostrato dopo il catastrofico incendio del marzo 2013.
Quest’ “assenza straordinaria” accentua la criticità del contesto: Città della Scienza non è posizionata su un altro pianeta ma vive in un’area urbana della terza città del Paese che, con la fine della siderurgia e di altre imprese “tradizionali”, ha subito una spoliazione totale. La continuità dell’azione di Città della Scienza per anni ha rappresentato, quasi da sola, un elemento in controtendenza. Privaresene sarebbe davvero il culmine dell’autolesionismo.
Se questo è il contesto in cui si gioca la partita, come “Amici di Città della Scienza”, si deve sottolineare che tutte le soluzioni che riportino in equilibrio gli assetti organizzativi di Città della Scienza e consentano di svolgere con continuità il proprio lavoro, saranno bene accette.
Tutto per non vanificare trent’anni di attività, di impegno dei singoli e del team, tutto per non affossare un elemento produttivo comunque presente in un’area difficile come quella di Bagnoli.

Gli “Amici di Città della Scienza”

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