Un nuovo libro di Ferruccio Diozzi su un protagonista del novecento: Amadeo Bordiga. Un ritratto politico, Dante & Descartes, Napoli, 2018.


di Paolo Mandato

Lunedì 1 aprile Ferruccio Diozzi presenta alla Libreria Io ci sto (Via Cimarosa, 20, Napoli) il suo volume Amadeo Bordiga. Un ritratto politico, edito da Dante & Descartes. Una figura, quella di Bordiga, rimasta per decenni nell’ombra ma che ha avuto una parte importante nella storia di questo Paese. Giovane socialista all’inizio del secolo, radicale oppositore delle politiche compromissorie delle famiglie politiche socialiste napoletane, guidò, dopo la Rivoluzione Bolscevica e la fine della Grande Guerra, la costruzione del Partito Comunista di cui fu il primo indiscusso leader.

Negli “anni di ferro e di fuoco”, che videro l’affermarsi della dittatura fascista, fu alla testa del neonato partito sino alla scontro con il gruppo gramsciano dell’Ordine Nuovo, fu da questo emarginato con il terzo congresso del partito, svoltosi a Lione nel 1926 e, successivamente espulso per la solidarietà manifesta nei confronti di Trockij.

Nel chiedere a Ferruccio Diozzi delle motivazioni che lo hanno portato ad occuparsi di questo personaggio e l’autore me ne ha evidenziato molteplici

  • la sua figura di socialista “radicale”, nel senso marxiano del termine,
  • la dimensione di rivoluzionario convinto ma totalmente lontano dall’abito mentale del rivoluzionario di professione che il bolscevismo, prima e Stalin dopo, porteranno all’ordine del giorno,
  • nella più classica tradizione marxista la capacità di analisi della società circostante: miglior conoscitore del Marx politico che di quello economico, sorprende a volte il lettore per la comprensione di fenomeni come il fascismo, il dannunzianesimo, la “degenerazione” dello stato sovietico, la funzione dei leader nella lotta politica moderna.

Tutte queste caratteristiche non gli verranno mai meno anche quando, nei lunghi anni privati, sino alla sua morte, avvenuta nel 1970, Bordiga continuerà ad esercitare un’ osservazione attenta della realtà circostante. Oggi, quando né di Bordiga né dei suoi grandi antagonisti nel movimento operaio e socialista si parla più, è sembrato significativo a Ferruccio Diozzi mantenere una luce su questa singolare figura, sulla sua elaborazione teorica e sulla sua azione politica, ricordandolo come un importante protagonista nella storia di un Paese troppe volte senza memoria.

Paolo Mandato

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *